Dall’Inter, al Tottenham, fino al caso Muster: alcuni momenti di mattanza sportiva e intellettuale fondativa(?)
Posted on April 6th, 2011 | by AdrianoAiello in Arsenal News,Inter,tottenham
Ieri ho visto (o intravisto) alcuni momenti di grande sport e non solo. O anche no (giovanilismo si si si). Ho visto, in ordine sparso: la sicumera agonistica e tecnica dell’Inter in tutta la sua pornografica invadenza, parallelamente all’esaltante impalbabilità del Tottenham. Erano le 22 di un qualsiasi martedì sera italiano e mentre mi producevo in attività sommamente iconoclaste come il poker on line (dove un minorato chiamava il mio KK raisato 4x con 5 J e faceva doppia coppia), dei post di rara inutilità sul librofaccia e la correzione tonitruante del caffè, l’Inter di Leonardo prendeva un goal ogni istante dallo Shalke, tanto da turbare le mie empie attività. Due canali Sky più avanti la barzelletta londinese chiamata Hotspur veniva annichilita 4 a 0 dal Real Madrid, dove segnava perfino Adebayor. E ho goduto. Molto. Ma con grazia e personalità. Ora si attende con ansia il martirio reciproco del Chelsea e del Manchester. Non esiste male minore, ma la vittoria striminzita dei primi, scalderebbe il mio cuore arsenaliano sanguinante (enfasi mode: on). Il cervellotivo motivo: tenere il Manchester sulla spina sul discorso qualificazione e sperare in un passo falso in campionato, in collaborazione anche con l’assenza del pitbull cafone Rooney (che è forte quanto rozzo). Belle speranze che verranno vanificate dalla nostra ricerca del raffinato e crudele suicidio romantico.
Non soddisfatto dalle gioie seriali ho acchittato (giovanilismo reprise) un film politico: Road Trip 2. L’originale è un mio cult personale per ragioni insondabili. E’ importante avere cult improbabili: ti rifornisce di quell’aurea da critico autorevole che impone gli standard attraverso la sua consapevolezza. Così puoi adorare la merda, ma condirla con il tartufo. Qui però le maialesce scorribande collegiali sono spuntate e di una bruttezza vorticosa, ma ovviamente è tutto un pretesto per radicalizzare fino all’insostenibile un discorso rigoroso sulla morale dello sguardo e sulla mutilazione simbolica del corpo adolescenziale. Il grande cinema alberga in Road Trip 2 e la disciplina del Beer Pong vive. Solo che voi non ne vedete la grandezza e siete colpevoli. La chiusura della trilogia, con un terzo episodio girato da Lars Von Trier all’interno di un castello medievale occupato da nazisti froci, probabilmente sposterà la lancetta sul nichilismo slavo. Anche se si parla di una sottotrama wip che farà felici le femministe cambogiane. E li saranno elogi solenni, specie della critica lenisista dogmatica e strutturalista. Probabile il concorso a Cannes.
Ma un salto logico è d’obbligo, perchè ieri è stata anche una grande giornata di tennis. Finalmente ho visto qualche punto in uno streaming dell’epico ritorno all’attività agonistica di Thomas “la grazia non mi ha mai avvicinato” Muster. L’austriaco, idealtipo iconografico del gerarca nazista e campione narrativo del mediano faticatore che si fa da solo, dopo aver gettato un ventennio fa, il tennis in un mediovevo tecnico-estetico-acustico indicibile, si fregia del record invidiabile di più basse righe dedicate su wikipedia per un ex numero 1 mondiale (carta canta). Nel 2010, a 11 anni dal ritiro agonistico, dopo aver visto Rocky 4 e aver capito di non sapere fare altro nella vita ci ripropone i suoi servizi nell’esaltante panorama del tennis contemporaneo, con la partecipazione ad una serie di challenger in cui viene brutalmente martorizzato al primo turno. Ieri è toccato all’inguardabile Guez fare scempio dell’austriaco che ha perfino tenuto nel primo set. Peccato visto che la vicinanza del proscenio monzese che ospita il challenger, poteva solleticarmi una visione live del suo secondo turno. Prospettiva allettante come un concerto di cover di Mino Reitano in versione black metal. Ma sempre meglio di un’altra spiata dallo streaming girato da una talpa in amore, rigorosamente in quinta fila, con canon rotta e ottiche dei Lumiere. Ma la gloria, quella zairese (cit. autoreferenziale) anche provvisoria è irrealizzabile per un giocatore catapultato nell’evoluzione parossistica del suo tennis. Avrebberò più possiblità un Edberg o un McEnroe. Muster no. Ed è un bene. Ma la domanda masiniana è d’oblligo: Muster, perche lo fai? Per amore della scienza probabilmente, visto che in molte università di psicologia si studia una nuova turba esistenziale: la crisi del 40enne che è stato numero 1 al mondo nel tennis e ora si rompe i coglioni a darsi al lusso, al divertimento, al sesso, alle droghe, ai fallimenti commerciali o al poker. Quindi si fa divellere con rabbia e severità.
Segnalo in chiusura anche l’invereconda mattanza subita dal grandissimo Simone Bolelli, prossimo vincitore agli Us Open. Voi disfattisti non siete in grado di valutare gli elementi positivi del suo 6-3 6-1 con cui Gil (detto anche Pat Cash) ha deturpato il prossimo vincitore degli Us.Open. Ma il movimento è in estrema salute come dimostrano le trionfanti prestazioni di Volandri e Starace e la prossima top ten di Andreas Seppi. In grande scioltezza.
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